Il 95% degli studenti del corso dell’Alma Mater trova lavoro entro un anno dal diploma.
Già da diversi anni l’Alma Mater prevede due corsi di laurea, uno di Informatica per il Management e l’altro in Scienze di Internet che sembrano polizze assicurative contro la disoccupazione. Infatti, a un anno dalla laurea, il 95 per cento degli studenti trova un lavoro. Una cifra record rispetto ai dati dell’università italiana, e anche rispetto al quadro di una crisi economica complicata. Il corso di studi in Informatica per il Management ha come scopo la formazione di una figura professionale di esperto in nuove tecnologie e nuovi mezzi di informazione, comunicazione e coordinamento. In pratica, il corso, triennale, insegna come utilizzare l’informatica e internet sia dentro le aziende sia per l’organizzazione e la comunicazione delle informazioni e dei loro processi di elaborazione. Un laureato in Informatica per il Management può leggere e adattare dati, programmi e sistemi informativi già esistenti oppure organizzarne di nuovi per scopi aziendali specifici. Ma più delle spiegazioni tecniche sono eloquenti i pareri degli ex studenti, che hanno accettato di rispondere ai questionari dell’università. «Il laureato in Scienze di Internet — dice Giulio — non ha davanti un solo mestiere, ma cento. L’importante è coltivare le proprie aspirazioni».
«La facoltà — spiega Federico — forma un tipo di persona che può integrarsi in quasi tutti gli ambienti professionali o in nessuno. E’ solo la volontà del candidato a determinare l’esito». Per iscriversi al corso serve un diploma di scuola media superiore di durata quinquennale. Bisogna anche superare un test che valuta la cultura generale, le capacità di ragionamento logico e di comprensione di un testo, e la conoscenza delle nozioni fondamentali della matematica. Chi non lo supera può iscriversi lo stesso, ma gli viene consigliato di frequentare un pre-corso di recupero. Il motivo per cui alle matricole viene chiesta una tale combinazione di competenze è intuitivo. Chiunque si trovi a lavorare con l’informatica e internet è chiamato a pensare un sistema economicamente redditizio (che serva a comunicare via telefono oppure a vendere prodotti sfruttando Facebook o a elaborare statistiche non ha importanza), e a trasformarlo in un software, cioè in algoritmi efficienti e adatti allo scopo. Insomma, la matematica al servizio dell’immaginazione, più o meno.
E per chi si laurea in Informatica per il Management, nel caso intenda proseguire gli studi, si apre la possibilità di ottenere una laurea cosiddetta magistrale, iscrivendosi al corso biennale in Scienze di Internet. Chi esce da un corso del genere è in grado di sviluppare applicazioni web complesse, di progettare e realizzare software innovativi, di utilizzare competenze informatiche per costruire modelli di simulazione per il supporto delle decisioni aziendali, di applicare metodi, tecniche e strumenti per rendere un sistema informatico più sicuro. I risultati di tanto studio specialistico? Secondo uno studio effettuato da una commissione dei due corsi di studi, a un anno dalla laurea di primo livello (Informatica per il Management) l’occupazione tra gli ex studenti tocca quota 93 per cento, contro una media nazionale, per i laureati in materie scientifiche, dell’86,2 per cento. Per i laureati di secondo livello (Scienze di Internet) i dati sono ancora migliori. Negli ultimi tre anni Informatica per il Management ha avuto una media di cinquantacinque matricole all’anno, e sessanta laureati all’anno. Scienze di Internet ha sfornato una ventina di laureati all’anno. La somma dei laureati dei due corsi è superiore al numero delle matricole perchè negli anni precedenti alla crisi gli iscritti erano un centinaio all’anno.
Lorella Bolelli – Il Resto Del Carlino, Bologna, 3 luglio 2011
Articolo integrale: http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/07/03/536650-scienze_internet.shtml
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