Scienze di Internet, una laurea contro la disoccupazione – Il Resto Del Carlino

September 6, 2011 in Information (and) Technologies

Il 95% degli studenti del corso dell’Alma Mater trova lavoro entro un anno dal diploma.

Già da diversi anni l’Alma Mater prevede due corsi di laurea, uno di Informatica per il Management e l’altro in Scienze di Internet che sembrano polizze assicurative contro la disoccupazione. Infatti, a un anno dalla laurea, il 95 per cento degli studenti trova un lavoro. Una cifra record rispetto ai dati dell’università italiana, e anche rispetto al quadro di una crisi economica complicata. Il corso di studi in Informatica per il Management ha come scopo la formazione di una figura professionale di esperto in nuove tecnologie e nuovi mezzi di informazione, comunicazione e coordinamento. In pratica, il corso, triennale, insegna come utilizzare l’informatica e internet sia dentro le aziende sia per l’organizzazione e la comunicazione delle informazioni e dei loro processi di elaborazione. Un laureato in Informatica per il Management può leggere e adattare dati, programmi e sistemi informativi già esistenti oppure organizzarne di nuovi per scopi aziendali specifici. Ma più delle spiegazioni tecniche sono eloquenti i pareri degli ex studenti, che hanno accettato di rispondere ai questionari dell’università. «Il laureato in Scienze di Internet — dice Giulio — non ha davanti un solo mestiere, ma cento. L’importante è coltivare le proprie aspirazioni».

«La facoltà — spiega Federico — forma un tipo di persona che può integrarsi in quasi tutti gli ambienti professionali o in nessuno. E’ solo la volontà del candidato a determinare l’esito». Per iscriversi al corso serve un diploma di scuola media superiore di durata quinquennale. Bisogna anche superare un test che valuta la cultura generale, le capacità di ragionamento logico e di comprensione di un testo, e la conoscenza delle nozioni fondamentali della matematica. Chi non lo supera può iscriversi lo stesso, ma gli viene consigliato di frequentare un pre-corso di recupero. Il motivo per cui alle matricole viene chiesta una tale combinazione di competenze è intuitivo. Chiunque si trovi a lavorare con l’informatica e internet è chiamato a pensare un sistema economicamente redditizio (che serva a comunicare via telefono oppure a vendere prodotti sfruttando Facebook o a elaborare statistiche non ha importanza), e a trasformarlo in un software, cioè in algoritmi efficienti e adatti allo scopo. Insomma, la matematica al servizio dell’immaginazione, più o meno.

E per chi si laurea in Informatica per il Management, nel caso intenda proseguire gli studi, si apre la possibilità di ottenere una laurea cosiddetta magistrale, iscrivendosi al corso biennale in Scienze di Internet.  Chi esce da un corso del genere è in grado di sviluppare applicazioni web complesse, di progettare e realizzare software innovativi, di utilizzare competenze informatiche per costruire modelli di simulazione per il supporto delle decisioni aziendali, di applicare metodi, tecniche e strumenti per rendere un sistema informatico più sicuro. I risultati di tanto studio specialistico? Secondo uno studio effettuato da una commissione dei due corsi di studi, a un anno dalla laurea di primo livello (Informatica per il Management) l’occupazione tra gli ex studenti tocca quota 93 per cento, contro una media nazionale, per i laureati in materie scientifiche, dell’86,2 per cento. Per i laureati di secondo livello (Scienze di Internet) i dati sono ancora migliori. Negli ultimi tre anni Informatica per il Management ha avuto una media di cinquantacinque matricole all’anno, e sessanta laureati all’anno. Scienze di Internet ha sfornato una ventina di laureati all’anno. La somma dei laureati dei due corsi è superiore al numero delle matricole perchè negli anni precedenti alla crisi gli iscritti erano un centinaio all’anno.

Lorella Bolelli – Il Resto Del Carlino, Bologna, 3 luglio 2011
Articolo integrale: http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/07/03/536650-scienze_internet.shtml

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La verità ti fa male lo sai

April 12, 2011 in Information (and) Technologies

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Image via Wikipedia

Riporto un interessante riflessione di Luca Vinci (alias Idl3), dal sito gnuis.org, sulla puntata di Report del 10 Aprile 2011 sul web, Internet e i social network.
Il pensiero di Luca è interessante in quanto è il primo che non giudica direttamente il lavoro svolto da Report, ma critica chi l’ha trovata superficiale e poco obiettiva.

Non e’ che a furia di aver a che fare con la rete la sentiamo cosi’ parte di noi da non riuscire piu’ ad essere obiettivi nei suoi confronti e riuscire ad accettare le critiche? Non e’ che abbiamo cosi’ tante aspettative verso Internet da averle dato un valore salvifico e sovraumano?

Mi vengono in mente tutte le speranze e le aspettative riposte nel movimento “Internet 4 Peace” (candidatura al premio nobel 2010 per la pace ad Internet), in cui anch’io ho creduto per il suo fortissimo messaggio politico, ma con cui anch’io mi inchino di fronte al vero nobel per la pace Liu Xiaobao.
In questi ultimi anni stiamo cercando di portare Internet, dall’essere uno strumento a diventare un simbolo ed una filosofia di vita. Con tutto questo sovraccarico di ideologie, rischiamo di dimenticarci che Internet è effettivamente uno strumento utilizzato da delle persone, buone o cattive che siano, e ci scagliamo troppo arrogantemente contro chi ne parla, bene o male che sia. Il pensiero di Luca Vinci merita i 5 minuti necessari per leggerlo ma ancor di più almeno una mezz’ora per rifletterne sulle parole e condividerle o meno.

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Diamo all’Italia una strategia digitale

February 24, 2011 in Information (and) Technologies

Agenda Digitale

Da qualche settimana è nato un movimento in Italia col nome di Agenda Digitale. Sono decine e decine i nomi, più o meno famosi, più o meno esperti del settore dell’IT, ad aver aderito come promotori di questo progetto che chiede una sola cosa, e la chiede al parlamento: parlate dell’informatica, parlate dell’innovazione e fatelo in fretta.

Chiediamo, entro 100 giorni, la redazione di proposte organiche per un’Agenda Digitale per l’Italia coinvolgendo le rappresentanze economiche e sociali, i consumatori, le università e coloro che, in questo Paese, operano in prima linea su questo tema.

Nessuna richiesta particolare, nessuna indicazione, ne generica ne specifica, sui contenuti che vogliono porre all’attenzione dell’Italia. In linea con quanto succede nel resto dell’Europa, Agenda Digitale chiede che anche l’Italia stenda un’agenda per discutere e proporre una strada volta alla rivalutazione tecnologica del nostro paese.

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