Internet non è un diritto dell’Uomo

January 5, 2012 in Ideas

Riporto un articolo, e parere personale, di Massimo Melica, esperto di diritto applicato alle nuove tecnologie della comunicazione.

Ho sempre affermato che la Rete è un abilitatore di diritti e non un diritto in sé, restando spesso emarginato nei contesti culturali di sinistra che spesso animano il dibattito in Rete. Oggi Vint Cerf – padre di Internet – sul New York Times conferma la mia tesi.

 

Da anni difendo la libertà di Internet, da anni affermo che “internet è per tutti, ma non tutti sono per Internet” riferendomi a coloro che non avendo una cultura digitale si basano sull’utilizzo del mezzo per professarsi: esperti, attivisti o addirittura guru del web.

Spesso è capitato che dietro accreditati blogger si nascondano operazioni editoriali, in cui a populiste e deboli teorie si affianca il libro che illustra come diventare ricchi con Facebook, Twitter o addirittura Second Life.

Molti hanno affermato che l’accesso ad Internet sia un diritto fondamentale dell’Uomo, arrivando in taluni casi a definire un’esigenza costituzionale accreditare Internet a rango costituzionale o peggio candidarlo a premio Nobel.

Mi sono sempre opposto a queste ideologie, non per disamore verso il mezzo ma per tutelarne la libertà e l’indipendenza sposando altresì l’Etica Haker, descritta da Pekka Himanen nel suo celebre libro.

Molto spesso sono stato attaccato, escluso dai “salotti culturali” di quella sinistra che si arrovella su se stessa, che si illude con favole sofiste, che afferma che basta avere un computer collegato alla rete per garantirsi qualunque libertà in spregio a secoli di diritto.

Oggi, leggo con soddisfazione, l’editoriale del New York Times in cui Vinton Gray Cerf padre di Internet, “Chief Internet Evangelist” per Google, fondatore di ISOC “Internet Society” scrive testualmente: technology is an enabler of rights, not a right itself.-

Un’affermazione che spiazza coloro che credono che Internet debba essere un diritto fondamentale, un editoriale che tuona come un avvertimento per i legislatori che non valutano un aspetto più fondamentale, ovvero: la responsabilità dei creatori di tecnologia per sostenere o regolare i diritti umani e civili.

Il tema si arricchisce di nuovi spunti di riflessione e il confronto culturale aumenta tra gli ispiratori dei modelli giuridici alla base della futura “Società dell’informazione”.

Articolo originale (Creative Commons): http://www.fanpage.it/internet-non-e-un-diritto-dell-uomo/#ixzz1ibmGsAVC 

Il 2012 sarà l’anno di Alan Turing

January 4, 2012 in Highlight, Stories

Si compiono quest’anno cento anni dalla nascita di Alan Turing, uno dei padri dell’informatica moderna che non ha ricevuto il meritato riconoscimento fino a ora. Tra i suoi successi troviamo, per esempio, le decrittazione dei messaggi segreti tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Da lui prende il nome anche il test per determinare se una macchina sia in grado di pensare.

Nonostante tutti i suoi successi – che furono molti – Alan Turing fu accusato di “pubblica indecenza” per via della sua omosessualità e condannato alla castrazione chimica, che lo fece soffrire molto, sia fisicamente che psicologicamente, tanto da portarlo al suicidio nel 1954, all’età di soli 41 anni, mangiando una mela che aveva avvelenato con il cianuro.

Nel 2009 Gordon Brown chiese scusa, a nome del Governo, a Turing, definendo “orribile e profondamente ingiusto” il trattamento a cui era stato sottoposto ribadendo, altreì, che il Regno Unita aveva un pesantissimo debito verso lo scienziato.

Migliaia di persone, tra scienziati, scrittori, intellettuali, nelle settimane scorse avevano indirizzato una petizione per chiedere alla regina e al primo ministro Gordon Brown, la riabilitazione di Alan Turing, padre della crittografia, matematico, logico, nato a Londra il 23 giugno 1912 e morto suicida nel 1954, dopo aver ingerito una mela intinta nel cianuro.Turing non riuscì a superare le terribili accuse sulla sua omosessualità e tra il carcere e la castrazione, decise per quest’ultima senza riuscire a superare la vergogna pubblica che giustizia e governo di allora gli imposero con quelle accuse infamanti che ricordano tragicamente un’altra storia un po’ più lontana, quella di Oscar Wilde.“Il governo britannico – si legge nella petizione – dovrebbe presentare le scuse ufficiali ad Alan Turing per il trattamento che ha subito e riconoscere che il suo lavoro ha contribuito a creare gran parte della realtà in cui viviamo oggi e ci ha salvati dalla Germania nazista. Le scuse riconoscerebbero inoltre le conseguenze tragiche di un pregiudizio che ha rovinato la vita e la carriera di un uomo”.

Alan Turing fu arrestato nel marzo del 1952, dopo che qualcuno scoprì e lo accusò di essere un omosessuale. In tribunale, la corte optò per la castrazione chimica, che lo rese impotente e gli provocò diversi disturbi ormonali, che causarono lo sviluppo del seno. Quella terribile decisione gli fece anche perdere il suo lavoro presso il centro d’ascolto Gchq, dove durante la guerra aveva contribuito a decifrare i messaggi di Enigma.

Ora, dopo la petizione, il governo di Gordon Brown, ha deciso per la riabilitazione dello scienziato.“Anche se Mr Turing ha dovuto affrontare le leggi di allora e non possiamo portare l’orologio indietro nel tempo, – ha dichiarato il primo ministro britannico – il trattamento che ha subito è stato, naturalmente, assolutamente ingiusto e sono onorato di avere la possibilità di chiedere profondamente scusa da parte di tutti per quanto accaduto. Quindi, a nome del governo britannico, e di tutti coloro che vivono da persone libere grazie al lavoro di Alan, sono orgoglioso di dire: ci dispiace, avresti meritato un trattamento molto migliore”.

Per celebrarlo la Royal Mail emetterà quest’anno uno speciale francobollo commemorativo. La Warner Bros, inoltre, dovrebbe produrre un film dedicato a Turing in cui il ruolo dello scienziato omosessuale sarà affidato a Leonardo DiCaprio.

Fonte: Blogo.it, licenza Creative Commons.

Come proteggerci dagli asteroidi e vivere per sempre

December 28, 2011 in Ideas

Che cosa ha una larghezza di 9 km e può, in un istante, terminare il corso della civiltà? Un asteroide. E là fuori ce ne sono parecchi. Con gran senso dell’umorismo e interessanti supporti visivi, Phil Plait ammalia il pubblico di TEDxBoulder mostrando tutti i modi in cui un asteroide potrebbe uccidere e cosa dobbiamo fare per evitare che avvenga.

Che cosa controlla l’invecchiamento? La biochimica. Cynthia Kenyon ha scoperto che una semplice mutazione genetica può far vivere due volte più a lungo un tipo di verme, chiamato C.elegans. Le lezioni apprese da queste ed altre scoperte offrono indicazioni su come in futuro potremmo protrarre significativamente la giovinezza umana.

La sorprendente matematica di città e corporazioni

September 11, 2011 in Highlight, Ideas

 Il fisico Geoffrey West ha scoperto che semplici leggi matematiche governano le proprietà delle città – che il benessere, il tasso di criminalità, la velocità pedonale e molti altri aspetti di una città si possono dedurre da un singolo numero: il numero di abitanti. In questa convincente conferenza al TEDGlobal ci spiega come funziona e come leggi simili si applichino ad organismi e corporazioni.

TED Talk – Geoffrey West

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Scienze di Internet, una laurea contro la disoccupazione – Il Resto Del Carlino

September 6, 2011 in Information (and) Technologies

Il 95% degli studenti del corso dell’Alma Mater trova lavoro entro un anno dal diploma.

Già da diversi anni l’Alma Mater prevede due corsi di laurea, uno di Informatica per il Management e l’altro in Scienze di Internet che sembrano polizze assicurative contro la disoccupazione. Infatti, a un anno dalla laurea, il 95 per cento degli studenti trova un lavoro. Una cifra record rispetto ai dati dell’università italiana, e anche rispetto al quadro di una crisi economica complicata. Il corso di studi in Informatica per il Management ha come scopo la formazione di una figura professionale di esperto in nuove tecnologie e nuovi mezzi di informazione, comunicazione e coordinamento. In pratica, il corso, triennale, insegna come utilizzare l’informatica e internet sia dentro le aziende sia per l’organizzazione e la comunicazione delle informazioni e dei loro processi di elaborazione. Un laureato in Informatica per il Management può leggere e adattare dati, programmi e sistemi informativi già esistenti oppure organizzarne di nuovi per scopi aziendali specifici. Ma più delle spiegazioni tecniche sono eloquenti i pareri degli ex studenti, che hanno accettato di rispondere ai questionari dell’università. «Il laureato in Scienze di Internet — dice Giulio — non ha davanti un solo mestiere, ma cento. L’importante è coltivare le proprie aspirazioni».

«La facoltà — spiega Federico — forma un tipo di persona che può integrarsi in quasi tutti gli ambienti professionali o in nessuno. E’ solo la volontà del candidato a determinare l’esito». Per iscriversi al corso serve un diploma di scuola media superiore di durata quinquennale. Bisogna anche superare un test che valuta la cultura generale, le capacità di ragionamento logico e di comprensione di un testo, e la conoscenza delle nozioni fondamentali della matematica. Chi non lo supera può iscriversi lo stesso, ma gli viene consigliato di frequentare un pre-corso di recupero. Il motivo per cui alle matricole viene chiesta una tale combinazione di competenze è intuitivo. Chiunque si trovi a lavorare con l’informatica e internet è chiamato a pensare un sistema economicamente redditizio (che serva a comunicare via telefono oppure a vendere prodotti sfruttando Facebook o a elaborare statistiche non ha importanza), e a trasformarlo in un software, cioè in algoritmi efficienti e adatti allo scopo. Insomma, la matematica al servizio dell’immaginazione, più o meno.

E per chi si laurea in Informatica per il Management, nel caso intenda proseguire gli studi, si apre la possibilità di ottenere una laurea cosiddetta magistrale, iscrivendosi al corso biennale in Scienze di Internet.  Chi esce da un corso del genere è in grado di sviluppare applicazioni web complesse, di progettare e realizzare software innovativi, di utilizzare competenze informatiche per costruire modelli di simulazione per il supporto delle decisioni aziendali, di applicare metodi, tecniche e strumenti per rendere un sistema informatico più sicuro. I risultati di tanto studio specialistico? Secondo uno studio effettuato da una commissione dei due corsi di studi, a un anno dalla laurea di primo livello (Informatica per il Management) l’occupazione tra gli ex studenti tocca quota 93 per cento, contro una media nazionale, per i laureati in materie scientifiche, dell’86,2 per cento. Per i laureati di secondo livello (Scienze di Internet) i dati sono ancora migliori. Negli ultimi tre anni Informatica per il Management ha avuto una media di cinquantacinque matricole all’anno, e sessanta laureati all’anno. Scienze di Internet ha sfornato una ventina di laureati all’anno. La somma dei laureati dei due corsi è superiore al numero delle matricole perchè negli anni precedenti alla crisi gli iscritti erano un centinaio all’anno.

Lorella Bolelli – Il Resto Del Carlino, Bologna, 3 luglio 2011
Articolo integrale: http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/07/03/536650-scienze_internet.shtml

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La verità ti fa male lo sai

April 12, 2011 in Information (and) Technologies

Visualization of the various routes through a ...

Image via Wikipedia

Riporto un interessante riflessione di Luca Vinci (alias Idl3), dal sito gnuis.org, sulla puntata di Report del 10 Aprile 2011 sul web, Internet e i social network.
Il pensiero di Luca è interessante in quanto è il primo che non giudica direttamente il lavoro svolto da Report, ma critica chi l’ha trovata superficiale e poco obiettiva.

Non e’ che a furia di aver a che fare con la rete la sentiamo cosi’ parte di noi da non riuscire piu’ ad essere obiettivi nei suoi confronti e riuscire ad accettare le critiche? Non e’ che abbiamo cosi’ tante aspettative verso Internet da averle dato un valore salvifico e sovraumano?

Mi vengono in mente tutte le speranze e le aspettative riposte nel movimento “Internet 4 Peace” (candidatura al premio nobel 2010 per la pace ad Internet), in cui anch’io ho creduto per il suo fortissimo messaggio politico, ma con cui anch’io mi inchino di fronte al vero nobel per la pace Liu Xiaobao.
In questi ultimi anni stiamo cercando di portare Internet, dall’essere uno strumento a diventare un simbolo ed una filosofia di vita. Con tutto questo sovraccarico di ideologie, rischiamo di dimenticarci che Internet è effettivamente uno strumento utilizzato da delle persone, buone o cattive che siano, e ci scagliamo troppo arrogantemente contro chi ne parla, bene o male che sia. Il pensiero di Luca Vinci merita i 5 minuti necessari per leggerlo ma ancor di più almeno una mezz’ora per rifletterne sulle parole e condividerle o meno.

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Diamo all’Italia una strategia digitale

February 24, 2011 in Information (and) Technologies

Agenda Digitale

Da qualche settimana è nato un movimento in Italia col nome di Agenda Digitale. Sono decine e decine i nomi, più o meno famosi, più o meno esperti del settore dell’IT, ad aver aderito come promotori di questo progetto che chiede una sola cosa, e la chiede al parlamento: parlate dell’informatica, parlate dell’innovazione e fatelo in fretta.

Chiediamo, entro 100 giorni, la redazione di proposte organiche per un’Agenda Digitale per l’Italia coinvolgendo le rappresentanze economiche e sociali, i consumatori, le università e coloro che, in questo Paese, operano in prima linea su questo tema.

Nessuna richiesta particolare, nessuna indicazione, ne generica ne specifica, sui contenuti che vogliono porre all’attenzione dell’Italia. In linea con quanto succede nel resto dell’Europa, Agenda Digitale chiede che anche l’Italia stenda un’agenda per discutere e proporre una strada volta alla rivalutazione tecnologica del nostro paese.

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